Anonima Lettrice Italiana

“Tutte tranne lei” di Alessandro Pomili: recensione e reading

Modena, primi anni Duemila. Scheggia, Sentenza, Giannelli e Salma passano i loro trent’anni tra la vita quotidiana, le ragazze e lo scalcinato gruppo musicale Interferenze Mentali. Il leader Scheggia, carismatico e dalla conquista facile, vive un’eterna giovinezza senza progetti, segnato dall’infelice rapporto tra i suoi genitori e da un’adolescenza di eccessi, mentre il suo amico Sentenza gli fa da silenziosa e complicata spalla esistenziale tentando di superare la fine di una relazione. Tutto cambia quando un incidente neutralizza Sentenza, e nelle vite dei quattro entra Giovanna, talentuosa e affascinante chitarrista che sconvolge gli equilibri solo apparentemente stabili dei protagonisti. Alle prese con un braccio ingessato e un concorso, e ispirati dalla passione comune, il riformato gruppo delle Interferenze Mentali sviluppa intrecci imprevedibili, dall’improvviso innamoramento di Sentenza per Giovanna, all’attrazione di lei per Scheggia, nel frattempo inspiegabilmente fissato per uno dei suoi brevi flirt, Beatrice, e propenso a cambiare vita.

L’amore non è matematica: è geometria

Il triangolo come chiave di questo romance musicale

Proprio il triangolo tra i due amici e la nuova arrivata, lungo la ricerca del successo, è il motore dei grandi cambiamenti che portano il quadro iniziale allo sconvolgimento: l’inossidabile amicizia tra i due è messa a dura prova dalla gelosia di Sentenza verso il pur indifferente Scheggia, e l’innocenza e la solarità di Giovanna restano solo per breve tempo l’alibi per la sua leggerezza. Tra rotture, oggetti del desiderio e distacchi necessari, i protagonisti si trovano tutti a dover compiere un cambio di rotta. Qualcuno maturerà ed esorcizzerà il suo dolore, qualcuno compirà pericolosi passi indietro nella strada verso un indefinibile e fumoso concetto di “età adulta”; altri usciranno da questi anni addirittura migliorati e qualcuno, semplicemente, si rassegnerà. 

Musica e jeans, il mood della Generazione X

Nonostante Tutte tranne lei intrecci le svolte principali con i sentimenti dei protagonisti, il romanzo non va considerato una storia d’amore: prima di tutto perché ci sono molte storie fra queste pagine, che trattano di amori molto diversi, da quello ossessivo di Scheggia per Beatrice, alla fissa infantile di Giovanna per Scheggia, fino alla passione di Sentenza per Giovanna, e alle mille storie sullo sfondo, che compongono lo sfaccettato panorama tipicamente 20-30’s. Erano gli anni in cui la Generazione X fingeva ancora di credere ai propri sogni, che facevano tenerezza per la loro inossidabilità. Molto meno infrangibili invece erano i cuori: a noi nati nei Settanta venivano forniti già provvisti del tasto di autodistruzione.

E questa infatti è la tendenza di alcuni personaggi del volume, che decideranno a un certo punto di metter via i cocci e non pensarci più; il cinismo è un meccanismo di sopravvivenza andato perduto, ma per funzionare al meglio come tale deve essere soltanto provvisorio, o finisce per essere un’arma a doppio taglio – seppur dall’impugnatura comoda. Infatti la definizione che più calza a Tutte tranne lei è quella di romanzo di formazione, nel quale cioè i personaggi che iniziano la storia sono molto diversi da quelli che la concludono, anzi: saranno le storie stesse a cambiare, e le necessità dei protagonisti di muovere le fila della trama seguiranno imperativi differenti da quelli più immediati dell’amore.

In fondo l’amore è soprattutto egoismo, e la necessità di farci riamare dall’oggetto del nostro desiderio non ha nulla di poetico, di sublime o di etereo: piuttosto è carnale, cieco e illogico, e se qualcuno osa privarcene – fosse anche la persona amata – “l’unica cosa che resta è morire”, come cantano le Interferenze Mentali: “Perché mi hai mostrato un mondo migliore se poi me l’hai tolto?”.

Tra cuori di pietra friabile e sogni di jeans a prova di strappo, il vostro personaggio preferito del romanzo – dopo poche pagine avrete già scoperto chi vi è toccato – amerà e suonerà fino all’ultima pagina, e non so se alla fine della storia potrete giurare che voi vi sareste comportati diversamente.

Tutte tranne lei: per chi suona questo libro

Una buona lettura per chi ha amato Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Un giorno questo dolore ti sarà utile o Despero, con l’adeguamento dell’età media dei protagonisti a quella che oggi ancora consideriamo “gioventù”, un concetto liquido, diluito e spalmato lungo le intere vite che impieghiamo ormai per raggiungere i nostri sogni – per chi ce la fa, almeno. Se le Interferenze Mentali ce la faranno o meno, starà al lettore scoprirlo: non sarà difficile immedesimarsi nella ricerca del successo, la consacrazione musicale, l’amore perfetto e l’obliterazione di ogni vita precedente a quella che desideriamo. Al prezzo forse di riconoscere, di questi desideri, la loro pochezza davanti a ciò che si scopre contare davvero.

Adatto a tutti ma con una predilezione per i giovani – e per quelli che di giovane hanno conservato l’attitudine – Tutte tranne lei offre uno stile della narrazione fresco, immediato e mai banale. Ci parla per quelle che potremmo chiamare figure non retoriche, quadri vivissimi della realtà e della percezione del quotidiano. Volendo ironizzare, non fotografie del reale, che è in se stesso un modo di dire già abusato, ma selfie del reale. Non solo per adeguarci all’attualità, ma soprattutto perché la narrazione – pur se in terza persona – cambia focalizzazione di volta in volta per presentarci i punti di vista di tutti, e non tralasciare la storia di nessuno. Tutti hanno le loro ragioni, e tutti in fondo hanno ragione, e ogni scambio di battute del romanzo lo potremmo avere con una persona che amiamo, che odiamo o che ignoriamo, anche quando fa male, o ci fa vergognare, o quando ci fa morire dal ridere, o morire e basta, trovandoci dentro sempre un pezzetto di noi stessi.

E se non vi bastassero queste ragioni, provate a leggerlo semplicemente per mettere alla prova la vostra formazione musicale fra una citazione e l’altra, ognuna una perla del rock (qui la soundtrack del libro, già protagonista di alcune iniziative di successo con i colleghi di Read and Play), o per immaginare il sound delle tracce immaginarie che intitolano i paragrafi: se non amandolo, questo libro lo finirete almeno cantando.

Tutte tranne lei” di Alessando Pomili, Scatole Parlanti, 2019. Anonima Lettrice Italiana.

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Ali

Leggo, scrivo, parlo, ma soprattutto parlo. E poi leggo e scrivo.

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