Anonima Lettrice Italiana

“Vinpeel degli orizzonti” di Peppe Millanta: recensione e reading

Tra i miei molti difetti, c’è il pregiudizio che nessuno azzeccherà mai un regalo per me. Non potrò mai scusarmi abbastanza di averci messo diciotto mesi per leggere questo libro – per poi scoprire in due ore che, naturalmente, era il libro che avrei voluto leggere e scrivere da anni.
La trama, in brevissimo: nella comunità di Dinterbild, sospesa nel tempo e nello spazio come un perfetto esempio di no-luogo, si snodano storie e sogni dei suoi abitanti, intrecciati sia fra di loro sia al mondo esterno tramite l’origine – e il destino – del giovanissimo protagonista Vinpeel e dei suoi compagni Doan, Mune e Krisheb.

Vinpeel degli orizzonti: un’esperienza multisensoriale

Lasciatevi rapire dall’ex esordiente Millanta, ormai il re del fantasy New Age!

Posto che deve piacervi il genere alla Big Fish, per intenderci, o tutto il mio entusiasmo non sarà comprensibile, la lettura di questo libro offre un’esperienza che copre molti più sensi di quelli normalmente coinvolti dalla lettura. Non vi preoccupate di tenere musica mentre leggete, o di mangiucchiare o guardare il telefono o riempire altri vuoti, perché ci penseranno le parole del libro a riempire tutto quello che avete intorno. Sentirete caldo, freddo, odore di zuppa e rumore di sedani tagliuzzati, avrete paura e nostalgia, ascolterete il rumore del mare da un milione di conchiglie e quando sarà il momento guarderete persino in alto, mentre siete in soggiorno o sul letto, cercando una nuvola o un maiale che vola. Farete tutto quello che vuole l’autore, quando deciderà lui, perché vi avrà rapiti del tutto.

La composizione dell’intreccio è immaginifica, evocativa: mentre lo leggerete starete già guardando il film che spero verrà tratto un giorno da questo libro. E se siete scrittori del genere, desidererete averlo scritto voi. Mai solo descrittivo, sempre dialogato, sempre puntato in avanti: immagino l’autore trascinare nella storia chi sta leggendo, mentre le cose che succedono gli piovono in testa e lui vorrebbe restare lì dove ha fatto appena in tempo a dare un’occhiata, puntando il dito verso questa o quella meraviglia, ma bisogna andare avanti e si finisce all’ultima pagina ancora desiderosi di restare NEL libro. Bizzarro se si pensa che i protagonisti sgomitano per uscirne, ma non si può dire oltre: nel frattempo, Peppe Millanta ha sgomitato tanto da uscire dai confini nazionali e il suo, ormai il nostro Vinpeel degli orizzonti, verrà tradotto e pubblicato in Francia.
Per cominciare.

Pastelloso, poetico e struggente, una delicata allegoria della vita e della rinascita in un’atmosfera alla Chocolat – con la sceneggiatura di Kaufman!

E tuttavia, un avvertimento, che forse spiega perché il karma mi ha portato a questo libro così tanto tempo dopo averlo ricevuto: nonostante rappresenti uno scrigno di buono e di bello, non usatelo come scacciamalinconia, non lo approcciate nemmeno a meno che non siate davvero sereni. Non riuscireste, secondo me, ad andare avanti nemmeno di una riga. Sarete come Mune, bloccati e muti con il vostro dizionario delle emozioni davanti, che però non si possono riconoscere solo con le parole finché non si vivono.

Al contrario, iniziate questo libro a cuor leggero e lo finirete volando.

Vinpeel degli orizzonti” di Peppe Millanta, Neo Edizioni, 2019. Anonima Lettrice Italiana.

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Ali

Leggo, scrivo, parlo, ma soprattutto parlo. E poi leggo e scrivo.

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