Biro & Taccuino

Il miglior viaggio letterario: Le case dei miei scrittori – Évelyne Bloch-Dano

I saggi sono quei libri che vuoi leggere sempre e finisci per leggere pochissimo, ti interessano gli argomenti ma ogni tanto ti ritrovi a volere una storia, va a finire che alcune volte li lasci e cerchi quel romanzo che ti accartoccia lo stomaco o quel racconto che ti porta chi sa dove. C’è un saggio, che io ho trovato e scoperto casualmente girovagando in libreria, che riesce a fare tutte le cose fin qui descritte insieme. Le case dei miei scrittori di Évelyne Bloch-Dano raccoglie nozioni, racconta aneddoti, ti porta in un mondo altro e ti regala storie che non conoscevi ma che, soprattutto, ti lasciano spesso senza fiato.

La storia e i temi

Le case dei miei scrittori add editore – è un vero e propria viaggio nella storia della letteratura. Ogni capitolo è il racconto della visita in casa di uno scrittore o al museo che a lui è stato dedicato. Ci si trova di tutto, l’ordine non c’è, o meglio è quello che ha scelto di dare Évelyne Bloch-Dano.

“Benchè vi portino in molti luoghi diversi, queste pagine non vogliono essere una guida turistica. Ho scelto le passeggiate secondo le mie letture, la mia curiosità, i miei viaggi, talvolta l’attualità, ma senza un ordine preciso, né desiderio di esaustività.”

Un viaggio che quindi parte dall’amore per la letteratura di chi scrive – in cui inevitabilmente ci identificheremo – per portarci letteralmente nelle vite delle persone che hanno contribuito alla costruzione di quell’amore. Gli scrittori, figure mitiche e troppo spesso misteriose, hanno vissuto davvero oltre ad aver scritto, lo hanno fatto in determinati luoghi e per precisi motivi, hanno affrontato cambiamenti e momenti belli e particolari. Ne appaiono tantissimi in questo libro che, come una suggestiva macchina del tempo, ci trascina letteralmente da Roma a New York, da Boston a Londra, da Parigi alle campagne francesi e belghe. Viviamo per un attimo la quotidianità del 1400 e poi torniamo al 1900, per poi ritornare alla nascita del romanticismo e alla fine del ‘900.

Ogni porta che si apre, all’inizio di un nuovo capitolo, è una storia a sé. Anche se dura poche pagine è intensissima e ci porta in un mondo di cui, anche se abbiamo letto tutte le opere dell’autore di cui si parla, sappiamo pochissimo. Molte case di scrittori sono state adibite a museo, altre sono semplicemente luoghi che raccolgono gli effetti personali di un autore senza che lui ci abbia vissuto, altre ancora invece sono le loro vere case, alcune ancora abitate da discendenti o prese in custodia da chi ne gestisce le visite e ne cura la conservazione.

Ogni luogo racchiude qualcosa dello scrittore, ogni posto ne racconta cose che neanche le biografie più precise contengono. Le case raccontano gli scrittori, così come molto spesso gli scrittori hanno raccontato le loro case. Lo hanno fatto in maniera esplicita oppure riportando i loro luoghi in parti di libri cui non avevamo fatto caso.

Alcuni luoghi non contengono più nulla degli scrittori, pur celebrandoli, in altri posti lo scrittore fa sentire ancora forte la sua presenza.

I luoghi, insomma, sono parte integrante della storia e dell’opera di ogni scrittore e questo libro ci apre gli occhi su questo particolare della letteratura a cui forse ben poco si pensa. Ci sono luoghi che per molti sono diventati la principale fonte di ispirazione, quindi opere che senza una determinata casa in cui scriverle non sarebbero mai esistite.

E poi? Di tutti questi posti cosa ne è stato? Questo libro, sebbene guardando le pagine dedicate ad ogni autore sembri impossibile, compie anche questa magia: racconta cosa quei luoghi sono diventati e perché. Riusciamo ad immaginare chiaramente le facce sorprese, contente o disgustate degli scrittori che vedono i loro luoghi presentati com’erano o come non sarebbero dovuti essere. Évelyne Bloch-Dano riesce a raccontarci, senza mai annoiare, anche le storie di chi ha scelto di prendersi cura di certi luoghi, del perché alcuni siano diventati musei ed altri non saranno mai visibili. Con poche righe, densissime, finiamo per sapere tantissimo.

Partendo da Alain – Fournier, arriviamo quindi fino a Émile Zola. Scopriamo nel frattempo che Cocteau provava amore immenso per ogni arredo della casa a Milly; che molti scrittori hanno condiviso luoghi come il Ritz – gli aneddoti su Hemingway e sul barista di questo luogo sono meravigliosi – o il Massachusetts; che l’inaugurazione del Castello di Dumas fu un evento mondano imperdibile e che i turisti che vanno a Roma non notano mai la casa di Jhon Keats (eppure è proprio a Piazza di Spagna, e contiene cose meravigliose). Vengono i brividi a pensare che la biblioteca di Montaigne, che lui stesso descriveva, è rimasta intatta dopo quattro secoli – comprese le travi su cui fece incidere le sue massime preferite – e che Madame de Staël, sebbene vivesse in un castello incantevole, si sentiva in gabbia, con la sola voglia di star fuori da quella casa.

Ho studiato, letto e imparato tante biografie di scrittori, eppure fino ad ora non conoscevo le loro case. In pratica li conoscevo a metà.

I pensieri

Io sono tra quelle che ai saggi si approccia sempre con scetticismo, questo invece mi ha attratta a sé appena i nostri sguardi si sono incrociati in libreria. L’ho divorato perché, proprio come un bel romanzo, non mi ha annoiata e stancata mai.

Scrivere di luoghi e vite non è semplice, si rischia di inciampare in qualcosa che non si ha voglia di leggere. A meno che non lo si scriva con lo stile di Évelyne Bloch-Dano, che è incredibile. Dono della sintesi, capacità di descrivere i particolari senza dilungarsi, amore puro per quel che ha visto che arriva dritto al cuore di chi legge. Si fa oggettivamente molta fatica a trovare un difetto di questo libro, che è di certo pensato in ogni minimo dettaglio ma è scritto talmente bene da sembrare una raccolta di emozioni post viaggio.

Alla fine di ogni micro storia ci si accorge di aver scoperto cose nuove, di avere tra le mani la possibilità di rileggere molte opere con sguardo nuovo e diverso. Questo è un libro di viaggio che esprime davvero il senso del viaggio, che fa venir voglia di organizzare un itinerario letterario e partire immediatamente, per arrivare alla conclusione che se ogni libro è un viaggio, non possiamo smettere di viaggiare per trovare l’essenza di ogni libro che abbiamo tra le mani.

“Le case dei miei scrittori” di Évelyne Bloch-Dano, edizioni Add Editore. Biro & Taccuino.

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Francesca Romana Cicolella

Giornalista. Nata con una sola passione, cresciuta - per fortuna - a pane e giornalismo. Leggo tanto, scrivo il giusto. Non sono logorroica, ma se scrivo roba lunga vuol dire che ho voglia di parlarne.
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