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“La parola magica” di Anna Siccardi: recensione libro

Uno dei problemi che ho sempre avuto con il romanzo italiano, quello mainstream per capirci, è il suo essere molto borghese. Mi rendo conto di entrare in una sorta di campo minato, perché c’è il rischio di andare a toccare i mostri sacri della scrittura italiana contemporanea.

Eppure nel leggere molti dei libri blasonati e strapremiati, non posso non notare un certo scollamento dalla realtà e dal vivere quotidiano. Un po’ come se ci fosse una patina che riveste i vari personaggi di questi libri quasi a tenerli a debita distanza.

Un libro borghese più antiborghese che abbia mai letto

Anna Siccardi la parola magicaHo fatto sempre molta fatica a entrare in empatia con queste donne tormentate e con questi uomini dalla moralità ambivalente. Il libro di Anna Siccardi è il libro borghese più antiborghese che io abbia letto negli ultimi mesi. Assolutamente geniale nelle sue sfumature e nella sua ironia quasi impercettibile che sembra voler smontare pezzettino dopo pezzettino un mondo intriso perlopiù di ipocrisia e perbenismo. Raramente mi è capitato di avere tra le mani un libro che avesse un titolo così azzeccato. Perché è esattamente di parola magica che stiamo parlando. O meglio, della magia con cui Anna usa le parole, questo modo quasi infingardo di entrarti sottopelle, perché non te ne accorgi nemmeno.

Credi di avere di fronte a te un romanzo sull’alcolismo, l’ennesimo, tanto che il libro è diviso nei dodici capitoli che rappresentano i dodici passi che i membri degli alcolisti anonimi devono intraprendere e affrontare. Eppure, nonostante questo sia un libro sotto spirito, nel senso che i suoi personaggi e le loro storie ovviamente sono intrise di vino e superalcolici, questo non è un libro che tratta l’alcolismo o quantomeno non lo fa con l’approccio classico del personaggio consumato e decadente quasi fosse un poeta maledetto e ubriacone alla Charles Bukowski.

anna siccardi
                                                         Anna Siccardi

L’alcol qui diventa il mezzo e lo strumento per raccontare delle storie, un modo per parlare delle relazioni umane, l’alcol è il liquido dove intingere il bisturi con cui l’autrice chirurgicamente delinea questi personaggi e viviseziona l’animo umano. Anna mostra con questo suo libro di essere una profonda conoscitrice delle dinamiche e dei rapporti tra le persone. Raramente mi esprimo in queste righe sugli editori, ma voglio spezzare una lancia a favore di NN Editore, giustamente molto apprezzata per le uscite di narrativa straniera, ma che ha dimostrato sopratutto in questi ultimi 2-3 anni una capacità sbalorditiva nello scovare talenti italiani. Anna sarà pure al suo libro di esordio, ma è una veterana della scrittura, usa la penna con estrema maestria, con la parola riesce a creare accostamenti e immagini nella mente del lettore che difficilmente lasciano la presa.

Con La parola magica questa autrice è riuscita a tracciare i lineamenti di diversi personaggi incredibili, che riescono ad essere contemporaneamente romanzati ma assolutamente plausibili e mai banali, odiosi ma al contempo umani e dannatamente commoventi. Lo stile non è solo estremamente avvincente ma anche in grado di creare nel lettore una fame insaziabile e una voglia sfrenata di leggere altro di questa scrittrice. E perché no, di farsi pure un goccetto.

“La parola magica” di Anna Siccardi, edizioni NN Editore

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