I libri di Marco

“L’idioma di Casilda Moreira” di Adrian Bravi: recensione libro

Il libro di Adrian Bravi ha la capacità di prendere per mano il lettore e portarlo con molto garbo in un luogo che non esiste più, un luogo magico. Leggere L’idioma di Casilda Moreira è un po’ come entrare in un ufficio di oggetti smarriti e ritrovarci quelle persone, quelle sensazioni e quei valori che un tempo ti appartenevano. 

I custodi di questo meraviglioso ufficio sono dei personaggi incredibili e assolutamente indimenticabili, destinati a rimanere impressi nella mente del lettore per molto tempo. A cominciare da Montefiori, un vecchio professore di etnolinguistica, che è arrivato al tramonto della sua carriera come insegnante universitario ma che ha un senso di incompletezza che lo tormenta.

Due anziani che non si rivolgono più la parola

E questo suo tormento ha un nome specifico, günün a yajüch, una lingua indigena dal suono ancestrale, simile al basco o all’etrusco, di cui rimangono solo due persone che la parlano, Bartolo e Casilda, due incantevoli anziani che vivono in un remoto paesino della Pampa e che non si rivolgono più la parola a causa di una lite e di un amore incompreso avuto in gioventù.

Una lingua primitiva che sfiora la pianura e respira tra i cespugli spinosi; poi si perde e ritorna senza parole.
Le resta solo il ritmo, simile a quello di un uccello, intrappolato nella sua melodia.
Ha accumulato nel tempo la memoria di varie generazioni e ora si trova priva di eredità, svuotata del suo passato o con un passato incomprensibile che non sa più accogliere le parole…
Amarsi e odiarsi in una lingua e trovarsi d’accordo in un’altra, piangere per una storia in una lingua e ridere della stessa storia in un’altra.

Bartolo e Casilda sono l’anima di questo racconto, in particolare lei in quanto incarna il lato segreto e più intimo di questa lingua, sopratutto incarna ciò che è stato e che non può essere più, determinata com’è a non riprendere più a parlare una lingua con cui si è espresso tutto ciò che di amorevole e incantevole c’è stato in gioventù ma che è stato spezzato e interrotto per sempre e non potrà essere più. Si delinea quindi come L’idioma di Casilda Moreira non solo sia una storia nella storia e un intreccio di più storie, ma anche un libro basato sui contrasti, a cominciare dalle differenze tra culture e tradizioni, tra la concretezza e il realismo del mondo moderno e la magia e l’elemento onirico del mondo antico e remoto di Bartolo e Casilda, un mondo che ai nostri occhi appare quasi inverosimile e incomprensibile.

                                                   Adrian Bravi

Il tema centrale è quello della ricerca linguistica e del confronto fra culture diverse, in particolare la ricerca di quelle lingue antiche destinate a scomparire perché tramandate solo oralmente e non corroborate e supportate da un sistema scritto. In questo contesto la lingua è espressione di una specificità che fa riferimento appunto a un determinato popolo o territorio, una specificità che emerge anche quando cerchiamo di comunicare in una lingua che non è la nostra o comunque non quella madre. Da qui la necessità di identificare quella lingua con le persone che la adoperano e senza le quali suddetta lingua è destinata a scomparire. A questa visione razionale e tecnica si contrappone quella magica di Casilda, in cui si usa la lingua della terra, dove sono gli oggetti, gli animali e persino i sentimenti a far prendere vita a una lingua, e non il contrario. Per questo i due anziani indigeni non si parlano più in günün a yajüch,perché quella è la lingua che hanno utilizzato quando erano giovani e innamorati, per farsi delle promesse ormai infrante, per parlare di un qualcosa che non c’è più e che quindi non può essere più espresso.

È qui che entra in scena Annibale, laureando e studente del professore Montefiori, a lui molto affezionato, che decide, non appena questi si ammala, di raccogliere il testimone e di recarsi a Kahualcan, un paesino sperduto tra la Pampa e la Patagonia dove il tempo pare essersi fermato. Nel tentativo di registrare un dialogo tra i due ultimi esseri umani in grado di parlare questo antico idioma, Annibale cerca sì di lasciare una testimonianza, un lumicino di speranza affinché questa lingua non scompaia, ma cerca altresì di coronare il sogno del suo professore e rendergli così omaggio.

L’idioma di Casilda Moreira è un piccolo gioiello, è un libro magico e suggestivo dove la questione linguistica diventa il pretesto in cui si sviluppano le vicende di questi personaggi indimenticabili. È un libro che in modo delicato, tramite la questione degli idiomi, parla di amicizia, di amore, di devozione e di un mondo ancestrale e sospeso nel tempo, ma soprattutto è un libro che ci racconta quanto sia ineludibile ed inarrestabile il flusso della vita.

“L’idioma di Casilda Moreira” di Adrian Bravi, edizioni ExOrma. I libri di Marco. 

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