I libri di Riccardo

“Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri: recensione libro

Come si fa a recensire Andrea Camilleri…
L’etimologia di recensire rimanda all’esaminare e quindi alla critica letteraria, e come si può criticare Montalbano che, al di là del rispetto dovuto al Maestro, è un atto di fede per il lettore.

Il commissario Montalbano

il metodo catalanotti camilleriMontalbano lo leggiamo da anni, affascinanti da una lingua che non possiamo inserire in curriculum, ma ormai è diventata nostra. Lo leggiamo nell’attesa della rumorata della porta rapruta da Catarella, desiderosi di sapere quali e quanti nomi stropiccerà questa volta, nella certezza che Fazio tirerà fuori dalla sacchetta un pizzino con la genealogia di mezza Trinacria, con la curiosità di scoprire su quale fimmina Mimì inizierà a volare in cerchi concentrici, ad aspittari il numero di cannoli che il dottor Pasquano farà sparire in vucca prima di bofonchiare a Montalbano di levarsi dai cabasisi, ansiosi di essere sedotti dallo sciauro della pasta ‘ncasciata di Adelina o di qualche prelibatezza culinaria di Enzo, e divertiti dall’ennesima sciarratina con Livia e col Signori e Quistori.

Un atto di fede, si diceva, perché Camilleri ha inventato la serialità trent’anni prima che ci arrivasse la televisione che chiama serie quelli che per me restano sceneggiati, perché quando pensiamo alla famiglia allargata pensiamo all’inclusione nella nostra dei personaggi che ci sono rimasti nel cuore, che siano un Montalbano, un Maigret, un Pepe Carvalho o un distretto di polizia, magari uno a caso, magari l’87esimo.

Il metodo Catalanotti, Camilleri

Quindi della trama c’importa fino a un certo punto, leggiamo l’ultimo romanzo di Salvo Montalbano come leggeremmo una lettera, per sapere come stanno i parenti, come si faceva in tempi che non ci sono più. La suspense è la ciliegina sul cannolo, apprezzabile ma non indispensabile, perché un cannolo è bono anche scrafazzato. Ma questa volta il Maestro torna ai suoi livelli migliori e, presa una guantera, in un vidiri e svidiri, ci serve una trama intrigante, un colpo di tiatro nella terra dei pupi, ma nenti Orlando nenti paladini, semmai un teatro moderno e sperimentale come quello di Beckett e i rimpianti di Montalbano per una vita spesa ad aspettare Godot.

In una cassaforte di Sellerio è custodito un romanzo che spero di non leggere mai. Lunga vita al Maestro!

“Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri, edizioni Sellerio. I libri di Riccardo

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Riccardo Gavioso

Nasce a Torino nel 1959, dove si laurea in Giurisprudenza. Ma ormai incerto su chi fossero i buoni e i cattivi, e pur ritenendo il baratto una forma di scambio decisamente più evoluta del commercio, da allora è costretto a occuparsi di quest’ultimo. Inevitabile, quindi, che l’alienazione professionale lo spinga tra le braccia di una penna e che la relazione, pur tra alti e bassi, si protragga per diversi anni. Poi, deluso in egual misura da quel che si pubblica e da quel che non si pubblica, smette di scrivere narrativa e si occupa di giornalismo collaborando con diverse testate di rilievo e creando un blog che arriva a incuriosire diecimila lettori al giorno. Torna alla narrativa con Arpeggio Libero con cui pubblica attualmente. Ha ottenuto diversi riconoscimenti per i suoi racconti. Nel 1997 è stato finalista al Premio Internazionale di Narrativa “ Il Prione ”.

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