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“Una cosa divertente che non farò mai più” di David Foster Wallace: recensione libro

Come si affonda in pochi minuti una flotta di navi di stazza ipertrofica?

Lo so, avete risposto: “Pearl Harbor”… lasciamo stare il Sol Levante e dirigiamoci verso un sole caraibico.
La risposta è: basta offrire una crociera extra lusso, 7NC, a David Foster Wallace e chiedergli in cambio un reportage narrativo.

Una cosa divertente che non farò mai più

una cosa divertente che non rifarò mai piùLa proposta non si rivelerà una brillante idea per la decina di compagnie che in Florida si spartiscono un mercato quanto mai florido, alcune in mano a famiglie greche a tal punto facoltose da ritenere Onassis poco più che un poveraccio, ma si rivelerà un’ottima idea per il lettore che potrà visitare una pinacoteca galleggiante ricca di ritratti contemporanei inquietanti come quelli fiamminghi del seicento: dall’irritante Capitan Dermatitis al cadaverico Capitan Video col suo perenne monocolo elettronico, senza dimenticare Mona, viziata nipote che si diverte a dilapidare i dollari dei nonni al Casinò e a scippare il compleanno alle commensali.

Wallace, imbarcate le sue molte fobie, è tanto divertente quanto caustico a farsi beffe dell’industria del servilismo e del relax forzato, ma spero che il divertimento non vi faccia perdere la bussola e che sappiate apprezzare l’essenza di questo viaggio tra nuove caste e vecchi Paria, tra mogli costrette a incarnarsi in barzellette e bambine che giocano a scacchi col loro muto personal coach alle spalle. Un viaggio al seguito di un esercito di professionisti della vacanza che marcia, armato del sorriso d’ordinanza, in ciabattoni e calzino bianco, a piantare la bandiera dell’opulenza sulle immacolate spiagge della povertà, condotti alla vittoria da “raybanspecchiati” ufficiali, tronfi nelle candide uniformi gallonate.

Un’analisi irriverente e spietata di una mandria inamidata, ma quanto mai bovina nel provare vergogna per la mancanza dello smoking altrui, ma mai dell’inadeguatezza di se stessa. E sono certo che, come me, durante la lettura sarete più volte tentati dall’idea che un iceberg possa resistere alle elevate temperature dei Caraibi per farsi Locomotiva e far trionfare la giustizia proletaria.

“Una cosa divertente che non farò mai più” di David Foster Wallace, edizioni minimum fax. I libri di Riccardo

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Riccardo Gavioso

Nasce a Torino nel 1959, dove si laurea in Giurisprudenza. Ma ormai incerto su chi fossero i buoni e i cattivi, e pur ritenendo il baratto una forma di scambio decisamente più evoluta del commercio, da allora è costretto a occuparsi di quest’ultimo. Inevitabile, quindi, che l’alienazione professionale lo spinga tra le braccia di una penna e che la relazione, pur tra alti e bassi, si protragga per diversi anni. Poi, deluso in egual misura da quel che si pubblica e da quel che non si pubblica, smette di scrivere narrativa e si occupa di giornalismo collaborando con diverse testate di rilievo e creando un blog che arriva a incuriosire diecimila lettori al giorno. Torna alla narrativa con Arpeggio Libero con cui pubblica attualmente. Ha ottenuto diversi riconoscimenti per i suoi racconti. Nel 1997 è stato finalista al Premio Internazionale di Narrativa “ Il Prione ”.

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