Libri in pillole

“Marinai perduti” di Jean Claude Izzo: recensione libro

Il cargo Aldébaran è ormeggiato al porto di Marsiglia: pignorato dalle autorità per i debiti contratti dall’armatore, viene abbandonato dall’intero equipaggio ma diventa il rifugio di tre marinai. Il capitano libanese Abdul, il vice greco Diamantis e successivamente il marinaio turco Nedim decidono di rimanere ancorati al porto della città francese: il primo per continuare a coltivare il sogno di riprendere il largo, il secondo per ritrovare un amore perduto a Marsiglia, il terzo per cercare un modo per ritornare a casa.

Tre uomini di mare, tre Marinai perduti

Tre uomini la cui vita è stata scandita dal mare e che senza di esso sembra perdere quei punti di riferimento che, seppur vacui, labili, sono allo stesso tempo solidi, perché si fondano su un’unica certezza: la navigazione e quella costante necessità di errare di Paese in Paese attraversando mari e oceani. Tre marinai perduti, nella tristezza di una vita che se n’è andata via lasciando dietro di sé una scia di macerie e malinconia: le occasioni perse, quelle che non si sono concretizzate, quelle sfumate proprio a causa del mare. Tre marinai che hanno un conto aperto con la vita, con l’amore, con le rispettive relazioni sentimentali e, soprattutto, con loro stessi. Abdul, Diamantis, Nedim, sono il simbolo della vita che si perde nel profondo blu dei mari e degli oceani, dove l’acqua crea distacco, allontana le persone amate, raffredda gli amori, congelandoli.

Un romanzo profondo, caldo, in cui confluiscono riflessioni sulla solitudine, sul fallimento, sulla voglia di rivalsa, sull’amore. E sullo sfondo una città, Marsiglia, multietnica, multicolore, in cui marinai di tante nazionalità si mescolano trovandoci sempre una casa pronta ad accoglierli.

“Marinai perduti” di Jean Claude Izzo, edizioni E/O. Libri in Pillole.

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Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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