Un libro tra le mani

“Diastema” di Marilena Votta, recensione: Un libro tra le mani

Diastema” per guardare dentro, attraverso, oltre…

Dodici racconti da centellinare per farli durare più a lungo possibile, per poter assaporare con gusto la bellezza di una scrittura densa, raffinata, impastata di poesia e potenza espressiva, capace di farti entrare, attraverso un piccolo passaggio, all’interno di situazioni, pensieri, dolori, ricordi… che pur non appartenendoti, finisci per sentire come tuoi.
Vite che sfioriamo per poco, nello spazio di uno sguardo, ma che lasciano un segno profondo, perché le parole usate hanno una forza scavante, rievocano sensazioni vissute, emozioni che in qualche modo ci appartengono, strade che, magari anche inconsapevolmente, abbiamo percorso anche noi.

“Entro nelle parole come altri entrano nel mare. Con cautela, a tratti in maniera disarmonica. Circospetto.”

Parlare di racconti non è mai facile, perché i racconti sono come pezzi di una storia universale, sbriciolati fra le mani… ogni frammento rimanda a qualcosa di più grande, che non troverai scritto nero su bianco, ma che “sentirai” comunque.
E per riuscire in questo c’è bisogno di un dono, di uno sguardo capace di vedere oltre, un talento che supera la semplice capacità di scrivere.
Devi saper dire anche quello che non dici, che non c’è, che non si vede, che è nascosto dietro l’angolo o che arriverà dopo.
Marilena Votta, questo dono, ce l’ha.

“Siamo vivi e poi siamo morti. Esistiamo agli occhi degli altri e, di colpo, inaspettatamente, veniamo travolti dalla loro indifferenza.
Siamo vivi, abbiamo sangue che pulsa e sentimenti che sgorgano come acqua, e poi diventiamo come lampioni al mattino.
Dimenticabili.”

Il diastema è una piccola fessura tra i denti incisivi, ed è proprio lo spazio attraverso il quale Marilena Votta ci fa guardare, sentire e toccare queste storie, storie che sono nell’ombra, mai esposte, al riparo dalla luce e dal giudizio altrui.

Storie…

DiastemaStorie di chi lascia la porta socchiusa nella speranza di un ritorno, di chi prova un desiderio non corrisposto, di chi non ha la forza per restare immobile e non accetta di diventare trasparente come un ricordo, di chi si accorge di essere invischiato nel gioco dell’insoddisfazione e bloccato nel fango della propria quotidianità…
Storie di chi, a soli undici anni, vorrebbe sparire, essere invisibile, dimenticata da tutti, ma anche essere ritrovata, amata, coccolata… esistere ed essere vista per quella che è, di chi aspetta su una panchina una mamma che non arriverà mai.
Storie di libertà negate e di angoli irrinunciabili.
Storie di baci d’estate e di estati che segnano la fine, di tutto.

“Eravamo senza speranza, nati male e cresciuti per caso, in un posto in cui per vedere i colori dell’arcobaleno ci toccava specchiarci nelle scie multicolori lasciate dalla benzina quando sgocciola. Le persone che abitano qui sono zombie dalla faccia scavata, condannati a morire con i polmoni schiantati dai depositi di polvere o perdendo dita alla fonderia, dove la scintilla ti illumina la vita un attimo e con la stessa docile tranquillità  può ucciderti.” 

Un piccolo libro, prezioso.

“Diastema” di Marilena Votta, Ensemble . Un libro tra le mani.

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Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

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