Un libro tra le mani

“XXI secolo” di Paolo Zardi, recensione: Un libro tra le mani

XXI SECOLO” è un libro bellissimo, su quello che siamo, che abbiamo già perso e che potremmo ancora perdere.
Una scrittura potente, affilata, che affonda nella parte più buia di noi.

Un mondo al collasso

Zardi ci mostra un ventunesimo secolo ormai a brandelli, un mondo che perde pezzi, case, strade, quartieri che si autodistruggono un pezzettino alla volta, ma con ferocia.
Fuochi, saccheggi, discariche a cielo aperto con carcasse di elefanti…
Eppure tutto questo fremito selvaggio, questa esplosione di rabbia e disperazione, si contrappone ad un’apatia congenita generale…gente che non crede più in niente, che rinuncia a priori.

“…mancavano le porte, gli stipiti, il pavimento, gli interruttori, le finestre, i sanitari. Abbandonato a se stesso, l’uomo non diventava un lupo ma una specie di blatta insaziabile.”

“Si prepari al peggio”

XXI secolo
XXI secolo

In questa società al collasso, strangolata da una crisi economica senza precedenti e dalla scomparsa di ogni sovrastruttura sociale e senso civico, noi seguiamo il nostro uomo…un uomo ordinario, marito, padre, un venditore di depuratori d’acqua a cui, una sera, rientrando a casa, è crollato addosso tutto quel mondo già sbriciolato che lo circondava.
Sua moglie è in ospedale, in coma.
“Si prepari al peggio…”
Due figli da accudire e una nuova lingua da imparare, quella di un uomo che perde tutte le sue sicurezze, che non sa più in cosa credere, che non riconosce più il suo passato e che viene sommerso dai dubbi…
Cosa è stata finora la sua vita? Chi è veramente sua moglie? Chi è quella donna immobile in quel letto d’ospedale?

Zardi è stato superlativo nell’analizzare l’uomo di oggi, nello scendere nell’abisso dei suoi pensieri e inchiodarci al muro costringendoci a guardarci dentro.
A guardare il declino di una società che va avanti solo grazie ad un istinto di sopravvivenza.
Sembra un libro, in realtà è uno specchio.

“L’amore aveva un solo contrario: la morte. Ma l’odio, il tradimento, il desiderio, i baci, le carezze, le porcherie a letto, l’orgasmo, l’inganno, e le bugie, l’ubiquità, le foto, le mail, la nostalgia, la paura, e il dolore che non dava tregua, erano infinite gradazioni della stessa essenza.”

Distopico sí, ma mica poi tanto.
Ho sentito echi di McCarthy, di Ballard, di Saramago…ma senza allontanarsi troppo dal qui ed ora.
Meno apocalittico, meno bestiale…ma più calibrato, più vero, più vicino, e proprio per questo, ancora più inquietante.
Il XXI secolo siamo noi.
Noi che abbiamo perso quasi tutto, tranne la voglia di crederci ancora, di difendere quello che di più caro ci è rimasto, l’amore.
Deluso, strappato, tradito, disincantato, ferito, ma ancora lì, immobile, unica luce ad illuminare la notte del mondo.

Colpita e affondata.

“XXI secolo” di Paolo Zardi, Neo edizioni. Un libro tra le mani.

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Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

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