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Di Versi in Versi: “Quando si diventa mare” di Antonino Ficili

Per “Di Versi in Versi”, vi proponiamo la lettura di “Quando si diventa mare” di Antonino Ficili, edito da Diana Edizioni.

Per “Di Versi in Versi”, vi proponiamo la lettura di “Quando si diventa mare” di Antonino Ficili, edito da Diana Edizioni.

L’esordio di Ficili, “un’opera che va assaporata”

In un’opera prima si nascondono tante insidie: l’inesperienza, il passato immaturo, la fiducia ancora intatta verso il futuro. Ma quando si decide di dare un corpo a tutto il marasma emotivo, ecco che arriva la lavorazione che tenta di limare, ornare, porre una ghirlanda che commemori le emozioni che hanno generato la scrittura. Un bel libro, dice Franco Arminio di questa prima raccolta poetica di Antonino Ficili, “Quando si diventa mare”, edito da Diana Edizioni. È l’inizio di qualcosa che maturerà, sicuramente, come scrive Ettore Zanca in apertura dell’opera: “un’opera prima che lascia presagire quello che l’autore racconterà […] questo esordio in cui giostra con le parole, va assaporato”.

Ma che cosa Ficili ci fa assaporare: l’amore, sicuramente, di quello puro, ricolmo di gratitudine:

«Chi ha frugato nel mio cuore

ha trovato una strada di campagna.

Un cortile per la gioia e lo stupore.

Mai un burrone.

[…]

Ora,

vorrei lo sapessi anche tu».

Di quella lettera M che significa persona, amore, salvezza, a cui sempre ritorna lungo le righe di questa esperienza poetica: «Faccio la corte a ogni lettera del tuo nome. / Domani ho appuntamento con la M.».

Ma anche il dolore che scava, che si ricorda di se stesso: «Da sette anni scrivo, / Secondo me non sono nato, / sono un morto vivo». Una disperazione che si fa corpo nell’esperienza:

«Non sono stati i pugni.

Ma le botte che prendo, ogni giorno,

dalle mie paranoie.

[…]

Loro lo sanno che li ho perdonati.

E anch’io lo so.

L’unico che ancora stenta a crederci

è il mio dolore».

La parola che cura: spazio a versi, prosa e aforismi

Ficili sceglie la parola, il canto della poesia, per curare, per sperare nella cicatrice, che si vede – ci ricorda – ma non pulsa: «Cantare beato – anche / con l’inferno tra i denti».

Antonino Ficili

E a quali involucri ricorre Ficili nel servire la pietanza della poesia alla quale si approccia ancora vergine di esperienza? Non è solo il piatto classico, quello dei versi. Spazia – anche azzardando e non temendo il rischio che il lettore si disorienti – fino ad approdare ad una prosa dal sapore diaristico, che trabocca di intimità, un flusso di coscienza in piena regola. E, l’aforisma: «I versi che non ho scritto sono ottimi consiglieri, un branco di piccoli guru sulla mia spalla». Mischiando, non definendo stili e sentimenti in categorie, ma seguendo – appunto – la corrente.

E allora al poeta gli si augura di proseguire il cammino, identificandosi in uno stile che sia preciso e puntuale, come i sentimenti che lo animano e governano nella scrittura. La strada da percorrere c’è, spesso diventerà impervia ed è lì che bisognerà davvero dare prova a se stessi della propria determinazione.

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Felicia Buonomo

Felicia Buonomo è nata a Desio (MB) nel 1980. Nel 2007 inizia la carriera giornalistica, occupandosi principalmente di diritti umani. Alcuni dei suoi video-reportage esteri sono stati trasmessi da Rai 3 e RaiNews24. È nella redazione di Osservatorio Diritti. Alcune sue poesie sono state pubblicate su riviste e blog letterari, quali La rosa in più, Atelier poesia, la Repubblica – Bottega della Poesia e altrove. Alcuni suoi versi sono apparti anche su riviste e blog letterari degli Stati Uniti, quali Our Verse Magazine, The Daily Drunk Mag e Unpublishable zine. A dicembre 2020, una poesia – tradotta in francese da Bernard Giusti – verrà pubblicata sulla rivista parigina “L'Ours Blanc”. Altri suoi testi poetici sono stati tradotti in spagnolo dal Centro Cultural Tina Modotti. Cura una rubrica dedicata alla poesia su “Book Advisor”. Pubblica il saggio “Pasolini profeta” (Mucchi Editore, 2011), il libro-reportage “I bambini spaccapietre. L'infanzia negata in Benin” (Aut Aut Edizioni, 2020) e la raccolta poetica “Cara catastrofe” (Miraggi Edizioni, 2020). Dirige la collana di poesia “Récit” per Aut Aut Edizioni.

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