Lunedì poesia

Lunedì poesia: Giulia Fuso legge Bianca Maria Frabotta

Lunedì Poesia a cura di Giulia Fuso. Per la puntata di oggi di Lunedì Poesia Giulia Fuso legge per noi “Tutte le poesie 1971-2017” di Bianca Maria Frabotta, edizioni Mondadori Editore

Lei è Bianca Maria Frabotta
Il libro è Tutte le poesie 1971 – 2017
edito da Mondadori

Ride tra i banchi del mercato all’aperto
una merce allegramente esposta
di primizie stagionali. Forse afflitta
da un intestino pigro
un nipotino anemico
un marito bilioso, una donna
vaga smarrita tra le zucchine in fiore.
Chiede, arrossisce, arretra.
La triste filiera della sopravvivenza
la consegna ancora viva alla mischia
delle statistiche, allo stress dei nuovi
poveri, ai lividi signori dello spread.

Buon ascolto!

#lunedìpoesiaLei è Bianca Maria FrabottaIl libro è Tutte le poesie 1971 – 2017edito da Mondadori•Ride tra i banchi del mercato all'apertouna merce allegramente espostadi primizie stagionali. Forse afflittada un intestino pigroun nipotino anemicoun marito bilioso, una donnavaga smarrita tra le zucchine in fiore.Chiede, arrossisce, arretra.La triste filiera della sopravvivenzala consegna ancora viva alla mischiadelle statistiche, allo stress dei nuovipoveri, ai lividi signori dello spread.

Pubblicato da Giulia Fuso su Lunedì 6 luglio 2020

Sinossi del libro “Tutte le poesie 1971-2017” di Bianca Maria Frabotta

È un lungo, coinvolgente percorso quello in cui ci guida la voce di Biancamaria Frabotta, un percorso di decenni tra i più solidi e duraturi della nostra poesia d’oggi. Nella classica compostezza della sua pronuncia, questa poetessa, tanto amabile e riflessiva, passa dal giovanile ardore, dall’ideologica passione degli esordi, ai mutamenti, lievi quanto essenziali e profondi, di una personale avventura, dentro le lacerazioni e le delusioni dell’epoca, per approdare a un vivo e paziente sentimento dell’esserci. E tutto questo nella luce della poesia, che è il più alto momento di sintesi a sua disposizione e che si evolve nelle progressioni di un viaggio, nella sua bellissima viandanza. Una vicenda poetica, quella di Biancamaria Frabotta, che si muove, sempre in pieno equilibrio di linguaggio e toni, alla ricerca, anche, della meraviglia semplice, nella felice perlustrazione, sempre più fitta, dell’apparentemente minimo o marginale. Fino alla fiducia in una realtà più domestica e del sentimento, quella che troviamo in La pianta del pane che, come scrive Roberto Deidier nella sua limpida postfazione, «è una stanza nuziale ampliata a dismisura, […] la proiezione della propria identità nello sguardo dell’altro». Ma la piana coerenza di questa autrice trova conferma nell’umanissima, antiretorica saggezza del più recente “Da mani mortali” e nella raccolta, dove si accentua l’adesione aperta alla «serena confidenza / delle cose», che non potrà non coincidere con una piena adesione del lettore alla bellezza saggia e impeccabile, pacata e pure cangiante dell’opera di Biancamaria Frabotta. Nota biobibliografica di Carmelo Princiotta.

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