Lunedì poesia

Lunedì poesia: Giulia Fuso legge Guillaume Apollinaire

Lunedì Poesia a cura di Giulia Fuso. Per la puntata di oggi di Lunedì Poesia Giulia Fuso legge per noi “Tutte le poesie 1971-2017” di Bianca Maria Frabotta, edizioni Mondadori Editore

Guillaume Apollinaire
Saldi

Le nuvole quel giorno erano tutte di strutto
ed il sole al tramonto be fa tanta pomata
nulla di meno lirico ma in fondo che m’importa
se i poeti amano i cielo d’un blu insulso
è in fondo molto giusto che qualche volta i cieli
che pesano su noi tutti accontentano altri occhi
quelli dei salumai, sei parrucchieri, della bambinaie.

Buon ascolto!

#lunedìpoesiaGuillaume ApollinaireSaldi•Le nuvole quel giorno erano tutte di struttoed il sole al tramonto be fa tanta pomatanulla di meno lirico ma in fondo che m'importase i poeti amano i cielo d'un blu insulsoè in fondo molto giusto che qualche volta i cieliche pesano su noi tutti accontentano altri occhiquelli dei salumai, sei parrucchieri, della bambinaie.

Pubblicato da Giulia Fuso su Lunedì 13 luglio 2020

Guillaume Apollinaire

(Roma 1880 – Parigi 1918) poeta francese. Figlio naturale di una nobildonna polacca e di un italiano ex ufficiale borbonico, visse i suoi primi anni fra Roma, Monaco, Nizza, Cannes, Lione. Stabilitosi a Parigi nel 1902, partecipò alle più vivaci battaglie artistiche del tempo. Fondò riviste e scrisse cronache d’arte. Fu il primo a sostenere i fauves, presentando nel 1908 opere di Matisse, Derain ecc.; appoggiò la «rivoluzione» cubista con uno scritto rimasto celebre, I pittori cubisti (Les peintres cubistes, 1913); entrò in contatto con F.T. Marinetti e scrisse il manifesto L’antitradizione futurista (L’antitradition futuriste, 1913) e fu poi sempre pronto a cogliere l’importanza di artisti dalle tendenze anche disparate, da Delaunay a Picabia e a De Chirico. Arruolatosi nel 1914 e successivamente inviato al fronte, nel 1916 fu ferito alla testa. Nel novembre 1918 fu stroncato dalla febbre spagnola.A. è autore di numerose opere in prosa. Ricordiamo L’incantatore imputridito (L’enchanteur pourissant, 1909), i racconti riuniti in L’eresiarca & C. (L’hérésiarque et Cie, 1910), Il poeta assassinato (Le poète assassiné, 1916), il dramma presurrealista Le mammelle di Tiresia (Les mamelles de Tirésias, rappresentato nel 1917), i testi libertini. Ma la sua fama resta essenzialmente affidata a due raccolte poetiche: Alcools (1913) e Calligrammi (Calligrammes, 1918). Alcools raccoglie 50 componimenti, rappresentativi di una produzione che va dal 1898 al 1913. Accanto a poesie ostentatamente moderniste quali Zona o L’emigrante di Lander Road, in cui il discorso poetico tende a frantumarsi, procedendo per accumuli eterocliti di materiali tratti dall’attualità più provocatoria e stilisticamente più bassa, ne stanno altre, risolte in una pura linea di canto, che ripropongono cadenze e temi neoromantici (Le pont Mirabeau) o che si giovano dei modelli più collaudati del post-simbolismo. Calligrammes raccoglie 86 «poesie della pace e della guerra», di cui però 19 soltanto hanno vera e propria struttura di calligramma. Qui è da vedersi probabilmente il momento più avanzato della ricerca formale di A.: l’«ideogramma lirico» sfrutta le possibilità figurative dei segni verbali; il «poème-conversation» – giustapposizione di frammenti di dialogo – tende a riprodurre, colte sul nascere, le molteplici sfaccettature del reale, infrangendo ogni gerarchia fra il prosastico e il poetico; il ritmo accelerato del testo «simultaneo», che trova il suo equivalente nella tecnica compositiva del cubismo, spinge l’immagine in libertà alle soglie del surrealismo. Ma l’originalità e il vero volto della sua poesia vanno soprattutto ricercati in quel parlato continuo, in quella discorsività ininterrotta che, assecondati dal movimento di una sintassi poetica liberata, unificano i differenti versanti della sua sperimentazione. (fonte: Ibs)

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Redazione

Redazione della pagina web www.thebookadvisor.it

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