Tre Libri

La traduzione in tre libri

Immaginate la bellezza di poter osservare qualcosa e comprenderne istantaneamente il significato. Immaginate di trovarvi fra le mani un libro con un linguaggio univoco che non possa essere travisato. Succede con i dipinti magari, ma non con i libri. La letteratura è da sempre vittima e carnefice della lingua e delle sue traduzioni. Affrontiamo oggi tre autori, tre libri, il concetto della traduzione.

Elvira Sastre – La solitudine di un corpo abituato alla ferita

“Qual è la differenza tra/ solitudine e destino/ Mi hai chiamato isola:/ hai voluto abitarmi, far crescere la tua pelle/ sulla mia terra, dissolvere/ il mio inverno protetto e illuminare/ l’abbandono meditato della sabbia”

Mi sono chiesta se queste poesie le sentissi lontane per il tipo di poesia, per la forma magari. Se fosse per la traduzione? Se si fosse perso il suono delle parole, la sua musicalità?

Uno degli aspetti della traduzione è questo. Ma qui, nella pubblicazione di Garzanti, non sappiamo nulla del traduttore, non abbiamo idea nemmeno se l’originale fosse una lingua spagnola con qualche influenza magari del nord. Dobbiamo semplicemente fidarci.

E su questa fiducia, allora, non sono riuscita ad apprezzarle.

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Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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